Anteprima dall’Oasi WWF Diga di San Giuliano

Oasi WWF Diga di San Giuliano

Anteprima dall’Oasi WWF Diga di San Giuliano

Questa foto l’ho scattata pochi giorni fa dentro l’Oasi WWF Diga di San Giuliano. Giusto una piccola anteprima di un lavoro che sto svolgendo nelle oasi lucane del Wwf. 

Canon 5D Mark III, Canon EF 100-400mm f/4.5-5.6L IS USM a 400mm, 1/2500 f/5.6, ISO 500, mano libera

L’Oasi WWF Diga di San Giuliano si trova in una Zona di Protezione Speciale (ZPS IT9220144) e in un Sito d’Importanza Comunitaria (SIC IT9220144) nei Comuni di Grottole, Miglionico e Matera.

L’area si estende per circa 1.300 ettari ed è una delle più importanti zone umide della Basilicata. La varietà di ambienti ed habitat della Riserva favorisce la presenza di una fauna diversificata, soprattutto per quel che concerne le specie ornitiche, tra le quali cicogne, gru, spatole, aironi rossi, aironi bianchi maggiori, morette tabaccate, avocette, cavalieri d’Italia.

L’Oasi WWF Diga di San Giuliano risulta un’area importante per l’avifauna soprattutto durante lo svernamento e le migrazioni. Sono state finora osservate circa 200 specie diverse di uccelli alcune delle quali di grande interesse scientifico e naturalistico.

Tra le specie acquatiche presenti tutto l’anno e facili da osservare troviamo aironi cenerini, garzette, svassi maggiori, folaghe e gallinelle d’acqua. In inverno compaiono regolarmente l’airone bianco maggiore, il cormorano, la volpoca, l’oca selvatica, il moriglione, il fischione, la canapiglia e tante altre specie interessanti. In primavera arrivano cavalieri d’Italia, avocette, spatole, mignattai, cicogne bianche, cicogne nere, gru, marzaiole, ecc. Lungo le rive si possono osservare, specie durante i passi migratori, centinaia di limicoli che cercano cibo nelle acque basse e fangose. Tra i più comuni il piro piro piccolo, il piro piro boschereccio e culbianco, la pettegola, la pantana, la pittima reale.

Tra i rapaci diurni vi sono specie facilmente osservabili come il nibbio bruno, il nibbio reale, la poiana, il gheppio e il falco di palude. Più risultano invece il falco pescatore, il lanario, lo sparviero e il capovaccaio. Tra gli strigiformi sono presenti la civetta, il gufo comune, il barbagianni e l’assiolo mentre del gufo reale si hanno alcune interessanti segnalazioni.

Per maggiori informazioni, visitate la pagina Facebook dell’Oasi

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