Petrolio, arresti carabinieri a Eni di Viggiano. Indagato compagno ministra Guidi

Emiliano Albensi - Petrolio, arresti carabinieri a Eni di Viggiano

Petrolio, arresti carabinieri a Eni di Viggiano. Indagato compagno ministra Guidi

Blitz dei carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Potenza, stamattina, nel Centro Olio Eni di Viggiano, dove si estrae il petrolio della Val d’Agri. Cinque funzionari e dipendenti dell’Eni sono finiti agli arresti domiciliari. Indagato in un filone dell’indagine anche Gianluca Gemelli, compagno della ministra Federica Guidi

Emendamenti decisi dal governo e fatti poi approvare in Senato per favorire il compagno della ministra per lo Sviluppo Economico, Federica Guidi. C’è anche questo nell’inchiesta della magistratura di Potenza che ha portato in carcere cinque persone e fatto finire nel registro degli indagati lo stesso fidanzato della ministra, l’ingegnere Gianluca Gemelli.

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Cinque funzionari e dipendenti del centro oli di Viggiano (Potenza) dell’Eni – dove viene trattato il petrolio estratto in Val d’Agri – sono stati posti agli arresti domiciliari dai carabinieri per la tutela dell’ambiente perché ritenuti responsabili, a vario titolo, di «attività organizzate per il traffico e lo smaltimento illecito di rifiuti». I carabinieri hanno eseguito anche un’ordinanza di divieto di dimora nei confronti di un dirigente della Regione Basilicata. I provvedimenti cautelari – emessi dal gip del Tribunale di Potenza nell’ambito di un’inchiesta coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia – sono stati eseguiti nelle province di Potenza, Roma, Chieti, Genova, Grosseto e Caltanissetta.

Gianluca Gemelli, compagno della ministra Guidi, è indagato per traffico di influenze illecite perché «sfruttando la relazione di convivenza che aveva col Ministro allo Sviluppo Economico – si legge nel capo d’imputazione contenuto nell’ordinanza di misure cautelari – indebitamente si faceva promettere e otteneva da Giuseppe Cobianchi, dirigente della Total» le qualifiche necessarie per entrare nella «bidder list delle società di ingegneria» della multinazionale francese, e «partecipare alle gare di progettazione ed esecuzione dei lavori per l’impianto estrattivo di Tempa Rossa».

Contemporaneamente alle misure cautelari, sono stati eseguiti sequestri al centro oli di Viggiano e al Tecnoparco di Pisticci (Matera). Si sta valutando se l’intervento della magistratura potrà avere conseguenze sul funzionamento degli impianti e sull’attività estrattiva degli idrocarburi. In particolare i sigilli sono stati posti a due pozzi di estrazione a Viggiano e a un impianto di depurazione a Pisticci Nella val d’Agri sono concentrate le principali attività estrattive d’Italia. Per il momento Eni non ha commentato l’operazione della magistratura, limitandosi a chiarire di voler collaborare pienamente alle indagini.

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