Primo CRI-mestre…

Primo CRI-mestre…

I racconti di Hamid, la passione di Francesca, la dedizione di Silvia. Sono tante le persone che ho conosciuto in questi primi tre mesi di lavoro nell’ufficio comunicazione della Croce Rossa Italiana.

Sono ancor più le sorprese che scoperto, ché, vista da fuori, la Cri può sembrare “il classico carrozzone italiano dove tutti pensano a magna’ e pochi a lavora’”, ma vissuta da dentro la sensazione è un’altra.

C’è il mediatore marocchino, ieri arrivato in Italia con un barcone e oggi al servizio dei suoi fratelli africani in transito a Ventimiglia: ventiquattro ore su ventiquattro, anche nei giorni in cui potrebbe riposare. “Ci sono passato prima di loro. So cosa si prova. Ora voglio aiutarli”.

Ci sono Marco e Ervis, pazienti e tenaci insegnanti di italiano al centro di Bresso. Un giorno spiegano le coniugazioni dei verbi, l’altro i mestieri. Hanno messo su una piccola biblioteca per gli ospiti: “Ci chiedono Pennac e Baudelaire”.

 

 

 

E poi anche Francesca, che prende l’aereo alle sei di mattina per tornare a casa in Sardegna e poter essere di nuovo a Settimo Torinese nel pomeriggio a dare di nuovo una mano ai migranti del Centro Fenoglio, e Silvia, che continua a pensare, organizzare e progettare anche a letto con la febbre a trentanove, tra una Tachipirina e l’altra.

Ma, soprattutto, ho trovato decine e decine di volontari che hanno scelto di sposare una causa e che si ritrovano a un molo – la mattina alle sette o la sera alle dieci, di sabato o di domenica – per tendere la mano a qualche migrante che si è avventurato per il Mediterraneo in cerca di normalità. A Catania, come a Porto Empedocle. Senza guardare l’orologio, senza sentire la fatica e il sonno, col sorriso e l’allegria.

“Qualche anno fa mi chiamarono il giorno di Pasqua per uno sbarco spontaneo. Ero a tavola con la famiglia. Risposi ‘noi siamo in otto qui, datemi il tempo di qualche telefonata’. Dopo due ore eravamo in cinquanta al molo”, mi ha raccontato con orgoglio il presidente della CRI Agrigento, Angelo Vita, qualche giorno fa. “Perché la verità è che qui siamo una grande famiglia”.

E la famiglia è collaborazione, mi ripete spesso una persona molto cara…

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.