Cos’è uno “sbarco spontaneo”

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A volte vengono abbandonati dagli scafisti a ridosso della costa, più spesso finiscono contro gli scogli o arenati su una spiaggia. Gli operatori della Croce Rossa lo chiamano “sbarco spontaneo”. I migranti arrivano disidratati, esausti, bagnati, scalzi e affamati.

Nel corso del 2016 la Croce Rossa ha soccorso oltre mille persone migranti giunte in Italia lungo la “rotta adriatica”. Già più di duecento, invece, quelle arrivate nel nostro Paese dall’inizio dell’anno.

Finora meno battuto rispetto a quella che attraversa il Canale di Sicilia, il tragitto che attraversa il Mar Adriatico potrebbe, infatti, diventare presto la “nuova rotta dei migranti”, in conseguenza dei possibili accordi con i Paesi del Nord Africa dovrebbero rendere – almeno nelle intenzioni – impercorribile l’altra rotta, quella che attraversa il Mediterraneo.

“E’ un fenomeno che caratterizza il Salento. I primi episodi risalgono al 2009”, spiega Tommaso Del Cuore, coordinatore regionale per le emergenze della Croce Rossa Italiana. “Chiamiamo ‘sbarco spontaneo’ un episodio di urto di un’imbarcazione a vela o un peschereccio contro gli scogli o di approdo in spiaggia”.

Nel video girato in Puglia, i volontari della Croce Rossa raccontano l’ultimo soccorso del 2016, avvenuto nella notte tra il 30 e il 31 Dicembre, a Marina Serra, vicino a Tricase: un barcone con centonovantasette persone a bordo che aveva sfidato il buio, finendo per schiantarsi contro la parete rocciosa. Quando i carabinieri li hanno rintracciati avevano i vestiti inzuppati e gli arti paralizzati dal freddo. E immediatamente è partita la macchina dei soccorsi con l’arrivo della Croce rossa nel porto di Tricase. “Erano tutti senza scarpe e affamati. Vedere un bimbo che ti sorride per quel poco di latte che gli dai è qualcosa che ha un valore inestimabile”, confessa commossa la volontaria Anna Maria Raho.

L’articolo completo sul sito di Croce Rossa Italiana

Video realizzato per la Croce Rossa Italiana

 

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Croce Rossa Italiana
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Croce Rossa, migranti, rifugiati, Salento, sbarco spontaneo