Tracing Bus

About This Project

Il progetto Tracing Bus è stato ideato dalla Croce Rossa olandese e reso possibile grazie ad una collaborazione con Vodafone Olanda. Il camper è stato messo a disposizione della CRI ed ha visitato 17 luoghi d’Italia in 22 giorni.

Aisha è arrivata dalla Costa d’Avorio, al telefono rivela alla madre di essere stata imprigionata e violentata in Libia, “però con la testa ero lì al villaggio, mamma, solo il mio corpo era di quegli uomini”. E poi prega la madre di fermare le ragazze che vogliono intraprendere il suo stesso viaggio, “perché in Libia è un inferno”.

Moussa invece è maliano, è riuscito finalmente a parlare con la moglie dopo tre lunghi mesi di silenzio ed ha scoperto di essere diventato papà. Anche Gilbert non parlava con il padre da diversi mesi e quando ha sentito la sua voce al telefono non è riuscito a trattenere le lacrime.

Queste e tante altre sono le storie che si nascondono dietro le telefonate del Tracing Bus, ufficio mobile della Croce Rossa, a bordo del quale rifugiati, richiedenti asilo e persone migranti hanno la possibilità di ristabilire un collegamento con i propri familiari, usufruendo di una telefonata di tre minuti e del supporto di operatori e volontari della CRI.

Il camper è stato nei principali luoghi di transito di migranti della Penisola (la Sicilia, Como, Milano, Ventimiglia, Taranto), facendo registrare numeri importanti. Finora sono stati oltre mille i tentativi di collegamento con quasi il 60% di telefonate andate a buon fine.

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Croce Rossa Italiana
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CRI, Croce Rossa, immigrati, Italia, legami familiari, migranti, migrazione, Restoring Family, RFL, richiedenti asilo, rifugiati, Tracing Bus